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E’ stata aggiunta la sezione Documenti, disponibile in questa pagina, dove è possibile scaricare materiale didattico per educatori, progettisti e ciclisti.
La sezione è in continuo aggiornamento, torna a trovarci spesso!!
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Più o meno ognuno prova fastidio per l’invasione di automobili che Mirano come le altre città grandi e piccole subisce quotidianamente, del resto l’automobile è ritenuta il “più sicuro ed efficace”, spesso “l’unico mezzo di trasporto”. Ci siamo mai chiesti se queste percezioni sono corrette? Conosciamo le conseguenze di questo nostro “modello di mobilità”?
Molti sono studi e statistiche, il polso di Mirano è stato valutato con un questionario alle famiglie degli alunni delle scuole primarie del centro nel mese di maggio, scelte anche perché le scuole stesse sono tra i maggiori generatori di traffico. Hanno risposto 205 famiglie: il 93% di si è dichiarato molto preoccupato per i problemi legati al traffico e il 98% per quelli legati all’inquinamento atmosferico; almeno il 60% dei genitori accompagna i bambini a scuola in auto, anche se fino al 90% dei bambini vorrebbero andare a scuola a piedi o in bicicletta. I genitori avvertono la necessità di accompagnare personalmente i figli con un “mezzo sicuro” senza notare che l’incremento di auto determina ulteriore insicurezza e quindi altri cittadini ogni giorno sono costretti a scegliere l’automobile: nel Veneto infatti il traffico aumenta del 2% l’anno, in Europa vi sono più automobili che bambini.
I risultati: 120.000 morti per incidente l’anno nel continente, in Italia più di 7.000 in circa 2 milioni di incidenti stradali, il 65% in zone urbane, il 30% delle vittime ha meno di 25anni. Ogni anno 145.000 ricoveri ospedalieri che con i ricoveri in riabilitazione totalizzano una spesa annua di 960 milioni di euro. Perché così tanto? Nel questionario si chiedeva di stimare il rischio di morte per un ciclista o pedone investito a 50 o a 30 Km/h: le nostre famiglie hanno risposto che il rischio è sempre elevato, in realtà è >50% nel primo caso e inferiore al 5% nel secondo, al contrario di ciò che si pensa infatti non è il mezzo che determina il pericolo ma la velocità dell’impatto. In Svezia con telecamere e limitazione attiva della velocità urbana a 30km/h è stato abbassato a 5 per 100.000 abitanti/anno il numero di morti: a Mirano sono quasi il triplo.
Ancora: nel test i genitori affermano che assume più inquinamento chi va sul marciapiede: non è vero, vari studi hanno dimostrato che nell’auto gli inquinanti si accumulano fino a 4 volte rispetto all’esterno: monossido di carbonio, benzene, idrocarburi, le micidiali polveri PM10 determinano gravi danni alla salute. I genitori sono preoccupati per la tosse dei bambini? Effettivamente uno studio del 1998 nelle 8 principali città italiane ha dimostrato che i soli PM10 determinano ogni anno 3500 decessi, 1900 ricoveri per disturbi respiratori, 2700 ricoveri per disturbi cardiovascolari, 31500 bronchiti acute nei bambini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pertanto dichiarato che il traffico è il primo problema per il Nostro Paese. Stime recenti di Legambiente imputano al traffico 100 morti per anno a Padova, facendo un parallelo con i dati in possesso possiamo aspettarne almeno 5 (più probabilmente 10/aa) a Mirano. E’ come se alcuni problemi non li vedessimo…, mentre ci preoccupiamo molto di altro: ad esempio l’elettrosmog (3 casi di leucemia/aa attesi in Italia contro 60 casi/aa di leucemia da benzene e circa 10.000 morti da traffico/aa) o le vaccinazioni i cui rischi reali sono infinitesimali rispetto agli stessi benefici.
Non è tutto. Per il rumore (ben oltre i limiti anche nei viali di Mirano) circa 30 minuti di sonno perso per notte (20 notti in bianco l’anno), stress, bassa resa, patologie dell’udito. E ancora: metà della popolazione è fisicamente inattiva: aumentano obesità (24% bambini veneti in sovrappeso), diabete, ipertensione e patologie cardiovascolari: camminare o andare in bici per soli 30 minuti al giorno, anche in due tempi riduce del 50% il rischio cardiovascolare, come smettere di fumare. Ce lo deve dire il medico o lo possiamo intuire da soli?
Una soluzione? La chiedono per primi i nostri bimbi: a scuola e al lavoro a piedi o in bici, non usare l’auto per percorsi brevi (< 3-5Km): differenziare il trasporto.
Il Cittadino deve giustamente pretendere sicurezza sulle strade da chi lo governa ed è favorevole (il 76% delle famiglie intervistate si è dichiarato molto disponibile a modifiche alle sedi stradali per avere maggiore sicurezza e vivibilità), ma nello stesso tempo soprattutto il genitore deve nelle scelte quotidiane favorire la salute sua e dei propri figli ed educare le giovani generazioni a una relazione corretta con l’ambiente, con la strada e con la città: una generazione di dipendenti dal mezzo auto non sarà una generazione di uomini e donne “più liberi” né tanto meno più sani. Auguri di buona salute a voi e ai vostri figli.
A cura di Andrea Favaro
Federazione Italiana Amici della Bicicletta – Gruppo Iniziativa Sicurezza Mirano